Nell’estate 2019 lo spazio della antica chiesa di San Zenone all’arco viene completamente trasformato dal giovane scultore Francesco Visentini. Oscurato ogni varco verso l’esterno, l’artista crea su un grande telaio sospeso a due metri e mezzo di altezza, percorso da una fitta trama di filo da lui stesso tesa, una inedita narrazione, un ideale universo di segni affiorati dalla memoria, dalla storia e dal tempo e virtualmente donati al nostro sguardo.
Illuminate sapientemente a ricreare la suggestione di una volta stellata, le forme si compongono nella grafia istintiva ed universale delle antiche incisioni rupestri della Valle Camonica, per ripercorrere, dal mito di Efesto dio del fuoco, la conquista del ferro per le attività umane di pace e di guerra, per forgiare armi ma anche fondamentale per la produzione di attrezzi da lavoro, che ha così fortemente segnato fin dalla preistoria il territorio bresciano.
Gruppi figurati si compongono secondo un codice di segni antico e reimpiegato con nuova forza espressiva, nel solco ideale di una riappropriazione di saperi e mezzi antichi per ritrovare il filo conduttore di una identità smarrita ma non perduta.
Archè - nel buio è una installazione d’arte effimera, frutto di un lavoro lungo e paziente che Visentini ha voluto condividere lasciando libero accesso al luogo durante tutto il periodo di lavorazione, destinata e affidata alla memoria di chi, soffermandosi ad alzare gli occhi verso questa costellazione sospesa tra mito e storia, vorrà ritrovare il filo della propria identità culturale.

Lorella Frigerio e Carmela Perucchetti
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